Page 1982 - Giorgio Vasari
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corrispondenti  alle  pitture  delle  facciate  in  alto.  Non  dirò  delle
               grottesche, ornamenti e pitture di scale, né altre molte minuzie fatte
               di mia mano in quello apparato di stanze, perché oltre che spero se
               n'abbia  a  fare  altra  volta  più  lungo  ragionamento,  le  può  vedere
               ciascuno a sua voglia e darne giudizio. Mentre di sopra si dipignevano

               queste  stanze,  si  murarono  l'altre  che  sono  in  sul  piano  della  sala
               maggiore  e  rispondono  a  queste  per  dirittura  a  piombo,  con  gran
               comodi di scale publiche e secrete che vanno dalle più alte alle più

               basse abitazioni del palazzo.
               Morto intanto il Tasso, il Duca, che aveva grandissima voglia che quel

               palazzo, stato murato a caso et in più volte in diversi tempi e più a
               comodo  degl'ufiziali  che  con  alcuno  buon  ordine,  si  correggesse,  si
               risolvé  a  volere  che  per  ogni  modo,  secondo  che  possibile  era,  si
               rassettasse, e la sala grande col tempo si dipignesse, et il Bandinello

               seguitasse  la  cominciata  udienza.  Per  dunque  accordare  tutto  il
               palazzo  insieme,  cioè  il  fatto  con  quello  che  s'aveva  da  fare,  mi
               ordinò che io facessi più piante e disegni, e finalmente, secondo che
               alcune gl'erano piaciute, un modello di legname, per meglio potere a

               suo  senno  andare  accomodando  tutti  gl'appartamenti,  e  dirizzare  e
               mutar  le  scale  vecchie  che  gli  parevano  erte,  mal  considerate  e
               cattive. Alla qual cosa, ancor che impresa difficile e sopra le forze mi
               paresse, misi mano, e condussi, come seppi il meglio, un grandissimo

               modello,  che  è  oggi  appresso  sua  eccellenza,  più  per  ubbidirla  che
               con speranza mi avesse da riuscire. Il quale modello, finito che fu, o
               fusse sua o mia ventura, o il disiderio grandissimo che io aveva di
               sodisfare, gli piacque molto; per che, dato mano a murare, a poco a

               poco  si  è  condotto,  facendo  ora  una  cosa  e  quando  un'altra,  al
               termine che si vede. Et in tanto che si fece il rimanente, condussi con
               ricchissimo lavoro di stucchi in varii spartimenti le prime otto stanze
               nuove, che sono in sul piano della gran sala, fra salotti, camere et

               una  cappella,  con  varie  pitture  et  infiniti  ritratti  di  naturale  che
               vengono nelle istorie, cominciando da Cosimo Vecchio, e chiamando
               ciascuna stanza dal nome d'alcuno disceso da lui grande e famoso. In
               una  adunque  sono  l'azzioni  del  detto  Cosimo  più  notabili,  e  quelle

               virtù che più furono sue proprie, et i suoi maggiori amici e servitori,
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