Page 2667 - Shakespeare - Vol. 2
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capaci di fare, e che però si tengono per sé una capacità che non mettono
mai in atto: promettono più di dieci e mantengono meno di un decimo di uno.
Hanno voce di leoni e agiscono da lepri, dunque non sono dei mostri?
TROILO
Ma davvero ce n’è di tali? Noi non siamo fatti così. Lodateci dopo averci
assaggiati, metteteci prima alla prova. Andremo a testa nuda finché il merito
non l’incoroni; nessuna lode al presente sarà concessa per una perfezione al
futuro. Non daremo nome al merito se non quando sarà nato e, quando sarà
nato, avrà lodi modeste. Chi sa mantenere fede ha bisogno di poche parole;
Troilo sarà tale per Cressida che l’invidia non potrà fare di peggio che
schernire la sua fiducia, e ciò che la verità potrà dire di più vero non sarà più
vero di Troilo.
CRESSIDA
Volete entrare, mio signore?
Entra Pandaro.
PANDARO
Ma come, ancora rossori? Ancora non avete finito di parlare?
CRESSIDA
Va bene, zio, vorrà dire che ti dedicherò la pazzia che sto per fare.
PANDARO
Grazie di cuore! Così se monsignore ti farà fare un bel figliolo, lo darai a me.
Sii fedele al mio signore, se lui si tira indietro, dà pure a me la colpa.
TROILO
Ora sai quali sono i tuoi ostaggi: la parola di tuo zio e la mia salda fedeltà.
PANDARO
Ma anche per lei io do la mia parola. Le nostre donne sono fatte così, ci vuole
un po’ per vincerne la resistenza, ma una volta vinte sono costanti. Sono
come le lappole, ve lo dico io: dove le tiri s’attaccano.

