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chiaro che l’“unto del Signore” non può e non deve essere depositario di un
potere irresponsabile, e facendo di Riccardo il primo responsabile della
propria tragedia e della rovina del paese.
Testo
Il testo a suo tempo depositato presso lo Stationers’ Register (29 agosto
1597) col titolo The Tragedye of Richard the Second è destinato a diverse
ristampe. La prima (Q1), del 1597, non include la scena della deposizione
(IV, i, 154-316) e appare anonima: rimane questa l’edizione ottimale. La
seconda e terza ristampa (Q2 e Q3) recano sul frontespizio il nome
dell’autore. Uscite entrambe nel 1598, testimoniano la vitalità del dramma
e il suo successo sulle scene, a differenza di altri drammi contemporanei
dedicati a Riccardo II, che non ci sono pervenuti. Nel 1603 - anno della
morte di Elizabeth - i diritti di pubblicazione son rilevati da un altro
editore: il Q4 verrà stampato nel 1608, e stavolta include la scena
incriminata, certamente sopravvissuta, però, nella tradizione scenica. Il Q5
risale al 1615. Nel 1623 il testo è ristampato nell’edizione in-Folio (F) con il
titolo Vita e morte di Re Riccardo II (The Life and Death of King Richard the
Second). Il testo ricalca fedelmente il Q3, con l’aggiunta della scena
soppressa e l’eliminazione di interiezioni o battute ritenute blasfeme dalla
legge del 1606 contro l’uso di espressioni “profane” in teatro (donde, per
esempio, la sostituzione del nome di Dio con “cielo”). Poiché la legge non
si applicava alla stampa, se ne deduce che il Folio è ricostruito su di un
copione scritto per il teatro. Nell’insieme, la trasmissione del testo non
presenta seri problemi di ordine filologico.
Il testo inglese adottato nella presente edizione è quello curato da Giorgio
Melchiori per i Meridiani Mondadori (1979), basato principalmente sul
primo in-Quarto e, per la scena censurata, sul Folio: con ortografia
modernizzata e parentesi quadre nel caso di integrazioni alle didascalie
originarie.
ANDREA COZZA
Bibliografia per «Riccardo II»
EDIZIONI CRITICHE RECENTI
Richard II, a cura di J. Dover Wilson, New Cambridge Shakespeare,
Cambridge 1939; a cura di M. Black, New Variorum Shakespeare,
Philadelphia (Pa.) 1955; a cura di P. Ure, New Arden Shakespeare, London

